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Un buon fotografo o una buona fotografia?

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Hillary – by Max Allegritti

 

Qualche giorno fa una amica mi manda un link e mi dice “Guarda questo fotografo! Cosa ne pensi?”. Il link rimandava a delle foto scattate da un sedicenne surfista, tutte molto belle e spettacolari. Ciò che però mi ha fatto più pensare è stato il titolo dell’articolo “Sedicenne fa delle foto spettacolari: guarda come fa”.
Immediatamente si capisce che il ragazzo sa usare bene la macchina fotografica, ma soprattuto, è un bravissimo surfista. Io, delle cose così, non saprei neanche farle per due semplici ragioni: non so stare su un surf e non so nuotare.
Quindi?
Quindi siamo al solito discorso, che magari qualcuno ha già sentito più volte e altri no: dietro una fotografia c’è un rapporto con la realtà che si fotografa. Anzi: c’è la conoscenza della realtà.
Il fotografo sportivo di calcio sa dove mettersi in campo; quello di moto conosce i circuiti come le proprie tasche e sa che ci sono punti della pista dove le immagini saranno più spettacolari.
Il fotografo di bambini (o come li chiamano adesso “newborn”, manco fosse Twilight), sa benissimo il momento della giornata più adatto, come attirare la sua attenzione, come calmarlo, come farlo sentire bambino.
Il mio amico Pino, che è un bravissimo fotografo glamour (si dice così?), sa esattamente cosa vuole una donna in quel momento e sa esattamente come farla sentire a proprio agio. Il mio amico Marco, che invece è un fotografo “da studio”, oltre ad avere una ventennale esperienza di still life, conosce alla perfezione le esigenze del cliente, che sono fatte di dettagli e perfezione. Steve Mc Curry viveva a contatto con gli abitanti delle zone che visitava per mesi, stava con la gente, viveva con loro. Robert Capa stava sul fronte, tant’è che ha perso la vita su una mina. L’altro mio amico Fabrizio Daminelli, che fotografa insetti, conosce alla perfezione la loro vita durante il giorno e sa esattamente come dove e quando vivono. Luca, che fotografa montagne e costellazioni, è prima di tutto un appassionato di trekking e di astronomia. Il fotografo di matrimonio (e ne conosco tanti, cito a caso Sergio , Thomas e Valerio) sa esattamente il come e il quando avverranno certi momenti, sa dove mettersi, sa cosa e dove guardare, perché sa che lì accadrà qualcosa di stupendo e irripetibile. Conosce gli sposi, vive con loro quella giornata, vive il matrimonio insieme a loro. Ci è dentro in pieno.
Come mi ha detto una cara amica, ora mia fedele assistente, la fotografia è prima di tutto rapporto con l’altro.
Se non si parte da questo non si diventerà mai fotografi, ma si resterà photographi, quelli col ph, che prima di tutto sono diaframma, iso, tempi, flash, obiettivi e cazzate varie.

Written by Massimo Allegritti

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