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Sarò un buon fotografo?

In questi giorni di cambiamenti professionali una domanda mi è sorta nella testa: “Sarò un buon fotografo?”.

Si, ma cosa vuol dire essere un “buon fotografo”? Una bella domandona che difficilmente troverà risposta in un manuale.

Poi il  Destino ha voluto che ieri mattina mi imbattessi in una situazione che poco ha a che fare con la fotografia, ma che mi ha fatto molto riflettere.

Sotto crisi d’astinenza da caffeina entro in un bar e leggo un cartello “Se pensate che i dipendenti siano scortesi, dovreste vedere il proprietario“. Ormai sono dentro, prendo giusto un caffè ed esco. Dopotutto, perché dovrei aver a che fare con qualcuno che giustifica la propria scortesia, anzi, che si presenta come scortese? Il caffè era buono (io lo bevo senza zucchero perciò sento ogni minimo difetto), ma non tornerei in quel bar. Perché?

Quello che tante volte non capiamo è che il cliente ha si un bisogno primario (il prodotto, la fotografia), ma ha allo stesso tempo un intenso bisogno secondario, che è quello di essere accolto, rassicurato, coccolato. Entrambi i bisogni devono essere soddisfatti in maniera adeguata, altrimenti il cliente non sarà contento: un piatto gourmet servito con maleducazione e scontrosità perde tutto il suo valore; un panino di mc donald servito nella pomposità di un ristorante stellato resta sempre un panino di mc donald (e qualcuno aveva fatto un esperimento tempo fa a riguardo: http://www.vice.com/it/read/mc-donald-hamburger-gourmet-falso-single-burger-887 ).

Così, io potrò anche essere il fotografo di matrimonio più bravo del mondo, fare foto fantastiche, ma se sarò maleducato, invadente, arrogante, presuntuoso sia con la coppia sia con i presenti, lascerò un pessimo ricordo. Allo stesso modo potrò essere la persona più affabile ed educata, ma se farò foto al limite della decenza i miei clienti non lo avranno proprio, un ricordo. Non andrei molto lontano nella mia carriera, a meno di non essere davvero il fotografo più fico del mondo o essere un abilissimo markettaro.

Mi sorprendono sempre molto quegli sposi che a fine giornata mi ringraziano con frasi tipo “Hai fatto un lavoro meraviglioso”, perché io cerco solo di essere me stesso: semplice, educato, attento e disponibile. E sono ancor più stupito, quando, alla consegna, gli occhi degli sposi si riempiono di commozione e gratitudine per il lavoro svolto.

Allora capisco di essere stato un buon fotografo: quando ho adempiuto al mio compito di lasciare una memoria, un ricordo di bellezza.

Written by Massimo Allegritti

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