Fotografia di reportage di matrimonio con Leica Q

Il bollino rosso – Perchè Leica

L’inizio

Ricordo ancora il giorno in cui mi trovai davanti alla vetrina delle reflex a scegliere quale modello scegliere: Sony, Canon, Nikon, Pentax… Telefonai a un amico, in pieno panico e lui mi rispose serafico: “Prendile in mano tutte e scegli quella che ti da’ il feeling migliore”.

Fotografia di reportage di matrimonio con Leica Q con flash off-camera
Leica Q con flash off-camera

Scelsi Nikon.

Per dieci lunghi anni ho amato il marchio giallonero.

Amato per la quantità (e qualità) spropositata di ottiche disponibili. La possibilità di usare lenti degli anni 60 sui moderni corpi digitali era per me un sogno che diventava realtà. I compagni canonisti compravano adattatori per montare le ottiche Nikon, cosa che io potevo fare in tutta tranquillità senza perdere un solo automatismo. Goduria massima.

Amata per il feeling dei suoi corpi: solidi, dai controlli e comandi immediati, facili da usare, indistruttibili (ricordo ancora il volo che fece la mia D700 e lei che continuava a lavorare come se nulla fosse successo).

Amata per la qualità eccellente dei file: i file della D700 erano un salto nell’iperspazio, plastici e malleabili come pongo fresco, si riusciva a portare sempre a casa il risultato anche in situazioni molto compromesse. Metter mano sui RAW di Nikon dava la stessa sensazione che si ha quando si mettono le mani nella sabbia magica (avete mai provato la Kinetic Sand? Fatelo, non ve ne pentirete).

Foto di matrimonio con Leica SL.
Leica SL

Tutto molto bello finché in Nikon hanno cominciato a dare i numeri. Una D700 sostituita da una D800, con lo stesso corpo ma con il triplo dei pixel. Una D600 che voleva fare la full frame “low cost” con tutti i limiti del caso (corpo plasticoso, comandi ridotti, mirino ridicolo).

Perplesso stavo a guardare, perché non credevo al fatto che non ci fosse una degna sostituta della D700 (e nel frattempo venivano fuori tutti i difetti dei nuovi modelli che sarebbero poi stati sostituiti da modelli aggiornati).

Finché non viene annunciata la D750. Non avevo alternative. O così o niente: troppo low-end la 610, troppi pixel la D810 nonostante avesse un corpo perfetto. Dovevo scendere a un compromesso

Tanto amore, ma anche tanto odio: AF velocissimo, tenuta al rumore senza paragoni, lavorabilità dei file migliore della D700, ma…. problemi di riflessi interni, problemi di otturatore che si inceppa, file senza rumore ma spappolati a 6400 ISO e una difficoltà enorme (almeno per me) a trovare i giusti colori in certe situazioni (ossia in chiesa).

Visto che in nikon non si decidevano a tirar fuori un modello nuovo adatto ai matrimonialisti, ho cominciato a guardarmi intorno. Senza nemmeno prendere in considerazione Canon, ho avuto modo di provare sia Fuji sia Sony, che nel frattempo avevano sfornato una serie di prodotti di fascia alta davvero interessanti. Ma una volta portate all’occhio c’è sempre stato qualcosa che non mi ha convinto del tutto. A volte il mirino elettronico, a volte i comandi, a volte la dimensione del corpo macchina, altre volte la qualità dei file.

Fotografia di reportage di matrimonio con Leica Q
Leica Q
la svolta

Poi, nel 2017, accade l’impensabile.

Mi iscrivo ad un campus fotografico organizzato da Leica.

Cinque giorni in un paesino incastrato tra le montagne liguri a fotografare 24 ore su 24 con una Leica Q.

Quando la prendo in mano è subito amore. Compatta, leggera, robusta, un mirino che sembra realtà aumentata, un AF istantaneo che non perde un attimo. Torno a casa come se fossi stato 5 giorni con una amante, desideroso di tornare a vivere quell’ebbrezza, quella semplicità e libertà del primo amore.

Ma dovranno passare altri 12 mesi prima che possa muovermi, aiutato anche un po’ da un fatto inaspettato: un amico mi fa provare una Leica SL, strumento che avevo sempre un po’ snobbato a causa del peso e delle dimensioni. “Guarda che ci puoi montare tutte le ottiche che vuoi, anche le nikon, le Leica M, addirittura le vecchie Olympus OM”.

“E vabbeh, dai, proviamo”.

Non l’avessi mai fatto.

Oltre ad avere un feeling unico, per me ancora migliore rispetto alla D750, la SL crea dei file che sono semplicemente perfetti. Bianchi puliti, ombre piene di dettaglio, i colori non hanno le tipiche dominanti degli altri marchi (Rosso per Canon, giallino\verde per Nikon). Così anche la postproduzione è molto semplificata e non devo lottare contro il colore della pelle che una volta verde e quella dopo è viola.

Fotografia di reportage di matrimonio con Leica Q
Leica Q

Così, nel giro di due settimane ho venduto tutto il corredo Nikon (tenendo solo l’85/2.8 PC) e mi sono dotato di Leica Q e Leica SL.Tramite adattatori posso continuare a usare il mio fidato 85/2.8 PC Nikkor basculante per i ritratti, il 50/1.8 Zuiko quando ho voglia di un po’ di vintage e il magnifico 15/4.5 Voigtlander che quando ci guardi dentro sembra di stare in un cinemascope.

Attualmente uso la Q per la reportagistica pura, sia durante i matrimoni che per i miei progetti personali, mentre la SL è l’ammiraglia da ritratto.

Fotografia di ritratto con Leica SL

Leica SL

Da Aprile 2018 sono ufficialmente diventato un fotografo Leica Certified

In copertina: la mia Leica Q

Written by Massimo Allegritti

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