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A proposito del menù bambini

Disquisizione poco ragionata sul menù bambini ai matrimoni

Prologo: questo articolo è dedicato non solo agli sposi, ma anche e soprattutto a wedding planner e a tutti i professionisti che lavorano nel settore del banqueting di matrimonio.

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Quando da bambino andavo ai matrimoni, al seguito di mio padre, ero bene o male costretto a mangiare quello che mangiavano gli adulti. Ricordo ancora l’ansia da matrimonio: seduto, senza nulla da fare, costretto a mangiare tutte le portate che mi mettevano nel piatto. E io che mi sentivo esplodere e quelle giornate che non finivano mai.

Poi, finalmente, il ricevimento di nozze si è trasformato in una festa “per tutti” e si è passati a inserire l’animazione per i bambini e, soprattutto, un menù “ad hoc” pensato per solo per loro. Pasta al sugo, o in bianco, qualche volta un risotto, e poi la fatidica e onnipresente cotoletta con le patatine (un must! che io tra l’altro adoro).

L’intento è quello di far si che anche i più piccoli possano vivere  questa giornata di festa, senza troppi pensieri per i genitori. E così è adorabile vedere gruppi di bimbi tutti attorno allo stesso tavolo intenti a godersi il loro pranzo, ed è molto bello sapere che c’è chi si preoccupa per loro, che hanno voglia di giocare, divertirsi.

Ma c’è un ma.

Ok il menu bambini, ok l’animazione, la pasta al sugo e la cotoletta e la cocacola, ma vedo troppo spesso che ci si dimentica che i bambini hanno tempistiche diverse da quelle degli adulti.

Vi faccio un esempio di un pranzo (realmente accaduto).

Dopo un buffet di antipasti, iniziato alle 13:00, dove i cuccioli si sono rifocillati di focaccine, affettati vari, pane, grissini, alle 15:00 vengono invitati a sedersi per mangiare un piatto di pasta al sugo. La metà di questi piatti non viene toccata. Poi alle 16:30 vengono nuovamente fatti sedere per la cotoletta.

Risultato numero 1: mamme girovaganti per la location con in mano un piatto di carne a pezzettini da dare al proprio figlio, che non ne vuole sapere di mangiare. Lui è lì per divertirsi e al massimo, alle quattro e mezza, quello che vuole è un gelato.

Risultato numero 2: chili di cibo buttato via.

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Perché non si può pensare di dar da mangiare a un bambino alle tre del pomeriggio (magari d’estate) e poi ancora alle quattro e mezza (e non una merenda, bensì una portata completa) dopo che alle 13:00 s’è fatto due piatti di prosciutto con grissini e formaggio.

Oppure, di sera, pretendere che mangi un piatto di pasta alle nove e una cotoletta alle dieci e mezza.

E’ una attenzione a metà.

L’attenzione è completa quando i bambini mangiano quello preparato per loro nelle tempistiche fatte per loro.

Mi è successo una volta sola in questi tre anni: mentre gli adulti finivano l’aperitivo, i bambini erano seduti a gustarsi la loro pasta. E subito dopo, solo a richiesta, la cotoletta. Mentre alle 14:30 gli adulti si sedevano per pranzare, loro avevano già finito ed erano belli carichi per godersi tutto il pomeriggio. Mamme felici e zero sprechi.

Quindi ve lo propongo (poi voi fate come volete, eh…): fate il classico menù bambini, ma anziché servirlo con le tempistiche degli adulti, fatelo con quello dei bambini. Servendo il loro pasto con anticipo se lo goderanno molto meglio e molto meno finirà in pattumiera.

(oppure, anziché presentarsi alle 16:30 con la cotoletta, fate loro una sorpresa con il gelato o con dei ghiaccioli!! )

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Written by Massimo Allegritti

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